Now Playing Tracks

Hai presente i Coldplay? E James Blunt? Poi ce l’hai presente le mani in aria ad un concerto?
Gli anni ‘90? Una sigaretta dopo aver sudato?
Hai presente un pic-nick e la pizza con la Coca Cola?
La birra? I tuoi amici che ridono e cantano?
Un libro nuovo? Il giorno prima del tuo compleanno?
Le speranze? Aprile? Il mare calmo?
Hai presente il colore dei miei occhi che ti piace tanto?
Una torta fatta in casa? Un goal ai mondiali?
Hai presente la mia canzone preferita?
I bambini? L’amore platonico?
I baci proibiti? Le piccole rivoluzioni?
Hai presente andare sui pattini, andare a ballare, andare a cena fuori e fingersi cresciuti?
Ubriacarsi? I Griffin? I jeans? I grattacieli?
Le piramidi? Australia? Italo Calvino? I telefilm?
Il Museo del Prado, il ponte di Brooklin , il muro discontinuo di Berlino?
L’estate? Il segno del costume? La granita alla menta?
Hai presente un’idea giusta?
Una giornata positiva? L’attesa delle feste? L’aperitivo?
Le superiori? Cantare? Correre? Prendere l’aereo?

Ecco.
Tu, sei di gran lunga superiore.

Avete presente quella stronzata poetica che inizia dicendo “Hai presente i Coldplay? E James Blunt? Poi ce l’hai presente le mani in aria ad un concerto? Ect ect..” ? Ormai è copiata, incollata e usata come stato di Facebook da almeno ¾ degli utenti di questa piattaforma virtuale. Ecco, io non ci ho mai creduto a queste dichiarazione così plateali, surreali, metaforiche e romantiche. Io sono più per le cose pratiche, quelle che puoi toccare con mano, le cose che vivi ogni giorno e di cui puoi apprezzarne il valore. Quindi avete presente il brodo freddo, il mare l’inverno, la montagna in estate, il thè senza biscotti, Natale senza la propria famiglia, il latte senza i Pan di Stelle, Pasqua senza l’uovo Maxi della Kinder dove c’è una sorpresa che fa così cagare che ti giustifichi dicendo che hai speso 18,50 euro solo per mangiare cioccolato e ingrassare. Avete presente le diete, quelle dove non si può mangiare un cazzo, la pasta in bianco e una pizza senza la patatine fritte? Avete presente andare a Londra e non prendere qualcosa da Starbucks? Studiare tutto il giorno e prendere 4? Litigare con il proprio migliore amico? Le guerre sante? La fame nel mondo? Il decadente governo italiano? Il Vaticano senza il Papa? Parigi senza la Torre Eiffel? Scienze applicate senza le scienze? La stupidità del pinguino della Vodafone che grida illimitatamente e urta costantemente il mio sistema nervoso? Sono cose pessime, e non concluderò dicendo “Tu, sei di gran lunga superiore.” come in quella famosa citazione, ma dicendo che io sono tutte queste cose, senza di te. Quindi vorrei che fossi qui, semplicemente perché quando sei con me, io mi amo un po’ di più. E poi adoro il fatto che non finiamo mai un discorso perché mi addormento sempre prima.
(via weirdlikeanunicorn96)

(Source: tredicimaggioduemiladodici)

Le donne provano la temperatura del ferro da stiro toccandolo. Brucia ma non si bruciano. Respirano forte quando l’ostetrica dice “non urli, non è mica la prima”. Imparano a cantare piangendo, a sciare con le ossa rotte. Portano i figli in braccio per giorni in certe traversate del deserto, dei mari sui barconi, della città a piedi su e giù per gli autobus. Le donne hanno più confidenza col dolore. È un compagno di vita, è un nemico tanto familiare da esser quasi amico. Ci si vive, è normale. Strillare disperde le energie, lamentarsi non serve. Trasformarlo, invece: ecco cosa serve. Trasformare il dolore in forza. È una lezione antica, una sapienza muta e segreta: ciascuna lo sa.
Concita De Gregorio
E così alla fine tutti tornano perché riemerge la nostalgia dell’inizio. Tornano quando non ce n’è più bisogno, quando il sole di mezzogiorno ha ormai asciugato l’acqua sulla sabbia del mare, al tramonto. Quando il vento, anziché bussare lieve, spacca i vetri, la notte. Quando è inesorabilmente tardi. Un attimo dopo che ci si è abituati all’assenza, come la luce accesa alle sette del mattino, la felicità che va a giocare d’azzardo e perde tutto per strada. Le persone dovresti amarle quando il loro cuore ne ha il desiderio, e non quando conviene. E se proprio non ce la fai, se non puoi ricambiare questo desiderio, se non le puoi amare, devi lasciarle in pace. Se non si è stati in grado di restare al momento giusto non si deve inventare un momento giusto per tornare. Non si scippano sorrisi in ritardo. Le curve dei sorrisi fanno girare la testa all’amore, quelle dell’arcobaleno incantano l’anima della pioggia fermandola, ma ciò che di prezioso è ignorato si dilegua alla svelta. In un’altra vita ti dissi che a volte il vero coraggio è quello di restare e non quello di andare. Oggi ti dico che c’è sempre un motivo valido per andare, come per restare. E’ la parte che prevale che fa la differenza. Quando te ne vai, però, anche se non lo sai, senza sprecare inutili parole, fai una promessa silenziosa. La promessa che siccome hai scelto di andartene non tornerai.
Massimo Bisotti (via unavitanonbasta)
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